
L’anno sessantaquattro lo ricordo
preparatorio per certa pittura
che i Padri Gesuiti, a me d’accordo,
volevan fare in fondo alla struttura
absidale di quella vasta chiesa
“Sainte Famille” d’oriental fattura,
ed una volta ancora feci intesa
con quel Museo Copto in cui l’arte
da me fu studiata e ben compresa.
Composta l’opera, su grandi carte
che in affresco feci l’anno appresso,
a maggio fu compiuta d’ogni parte.
Inaugurata, venne al suo successo,
presente il Patriarca Cardinale,
e a tutti gl’invitati fu concesso
lo stare a mensa. Un voto generale
mi fu rivolto al quale io risposi
con lo spiegare, a scopo culturale,
il senso e come all’opera io mi posi.
Parlai italiano tra i francesi
e d’arte copta e sua storia esposi.
Affresco

Cristo in trono, la Vergine, Apostoli e Santi – parete di fondo
Disegni preparatori



il cartone per questo affresco era un foglio unico disegnato su entrambi i lati. Per comodità di trasporto, dal Cairo a Firenze, è stato tagliato in 2 parti dall’artista stesso.





