
Cantalupo (CB), 1950-1953 – chiesa del SS.mo Salvatore
Or mi raggiungon vivi altri ricordi
che a Cantalupo d’anno del cinquanta
per chiesa di Sant’Anna* presi accordi
d’ornarla di pitture tutta quanta,
con un lavoro che durò tre anni,
per tempi discontinui e fede tanta.
[…]
Non ebbi sosta quando entrai in lizza,
tant’erano i destrier da governare.
L’amor per l’arte vinse e non la stizza.
Fra tutto in quel lavoro a ricordare
è l’opera di Trasfigurazione
dipinta a fresco che si fa guardare.
Ma quella tela di Crocefissione,
potente per la luce che l’investe,
il cuore tocca per la compassione.
Il prete De Gregorio nelle feste
parlava di astenersi dal lavoro,
ma capitò che un blu su alcune teste
di gente si versò dall’alto foro
del ponte, dove stavo lavorando,
e tutti protestarono in coro,
dicendo “e lui perché sta lavorando?”.
E quando scesi il prete a mani giunte
mi disse: “O che m’andate combinando?”
* In realtà la chiesa è sempre stata intitolata al Salvatore. Probabilmente il pittore, quando ha scritto questi versi (1976-1989), non ricordava il nome. O si ricordava solo la devozione del paese per S. Anna. Tale devozione datava da quando, nel terremoto del 1805, l’unico altare che rimase in piedi fu proprio quello dedicato a Sant’Anna. E tuttora, ogni anno, questa Santa viene festeggiata con molta devozione.

In questa chiesa Trivisonno espresse con varie tecniche la sua pittura. Troviamo infatti sia lavori a fresco, sia tempere, sia oli su tela. Nella cupola raffigurò sé stesso nelle vesti dell’apostolo Pietro.
I dipinti della cupola sono stati ritoccati nel 1970 dal restauratore Tamburro di Isernia.
A proposito dell’iconografia della Madonna nella tela della Crocifissione, un racconto riportato dal parroco della chiesa (don José Lopez, agosto 2025), che lo ha a sua volta appreso da una persona anziana del paese, narra che il fatto che Maria fosse ritratta di spalle suscitò la protesta dell’allora vescovo Alberto Carinci. Il vescovo non ammetteva che Maria Vergine, redenta dal Cristo, desse le spalle allo spettatore. Ma l’artista non si fece intimidire e volle conservare la sua posizione. La Madonna è ritratta di spalle, si vede giusto la punta del naso.
Non sappiamo se chi ha riferito l’aneddoto si ricordasse perfettamente il piccolo screzio tra vescovo e artista, soprattutto il motivo e le ragioni di quest’ultimo. Si può pensare che in realtà Trivisonno, più che rifarsi a un’iconografia canonica, tenesse molto alla composizione del dipinto (cosa del resto abituale per lui), e che non volle cambiarla. Possiamo ben dire che ebbe ragione, risultando essa equilibrata e nello stesso tempo drammatica.
Affreschi e tempere
° Cristo e gli Apostoli, affresco – cupola
° Dottori della Chiesa d’occidente, affresco – pennacchi della cupola
° L’Assunta, San Rocco, Sant’Antonio di Padova, Santa Teresa del Bambino Gesù, angeli musicanti, tempera – volta della navata centrale
° Storie di Sant’Anna, tempera – volta cappella navata destra
° Nascita di Maria, tempera – navata destra
° Presentazione di Maria al tempio, tempera – navata destra
° Trasfigurazione di Cristo, tempera – parete di fondo navata destra
° San Michele combattente, tempera – volta cappella navata sinistra
° Agnus Dei e angeli, affresco – parete frontale del presbiterio
° Virtù cardinali, tempera – volta presbiterio
° La santità, tempera – volta presbiterio
° La giustizia, tempera – volta presbiterio
















Tele
° Battesimo di Cristo, olio su tela – cm 2,65×1,60 – presbiterio lato sinistro
° Crocifissione, olio su tela – cm 2,65×1,60 – presbiterio lato destro


Disegni e studi

Angeli, 1949 – studio – cm 30×26



