
Campobasso, chiesa di Santa Maria Maggiore, 1945 e 1972
(Santuario di Santa Maria Incoronata del Monte)
Il giorno della liberazione d’Italia dal nazifascismo, dipingevo l’affresco nella chiesa dei Monti, il Mistero Doloroso del Rosario “Gesù incoronato di spine” ed ho scritto sull’affresco “finis belli, fine della guerra”. Vorrei ancora dipingere per onorare il Signore. Tutto quello che ho dipinto è stato in suo onore. Mi dia la forza di farlo ancora.
Firenze, 28 aprile 1994
A Santa Maria Maggiore – sempre rimasta “chiesa dei Monti” per i campobassani, per la sua posizione su un monte (dove si trova anche il Castello Monforte) – Trivisonno è chiamato nel 1945, subito dopo la fine della guerra, a sostituire le pitture di Abele Valerio, suo primo maestro. Nella scena di cui parla nella frase sopra riportata, accanto alla firma troviamo in realtà una data che non corrisponde a quella indicata da Carano, cioè “25-IV-1945” 1, ma quella dell’8 maggio 1945. Da una recente (settembre 2024) scoperta, in calce a quel dipinto appare la scritta: AMEDEO TRIVISONNO / VIII MAGGIO 1945 / FINIS BELLI DEO GRATIAS. Non sappiamo con esattezza quando l’artista terminò quel dipinto, deduciamo solo che doveva essere al corrente del fatto che quella era la data istituita a livello europeo per dichiarare la vittoria dell’Europa sul nazifascismo. Finis belli, appunto. Nella stessa ricerca, un’altra scoperta interessante fa luce su un periodo che, nonostante tutto, non doveva essere dei più felici per l’artista. In fondo il giovane scontento di cui parla nelle Memorie 2 rimase sempre tale e ogni tanto affiorava un senso di malessere. Anche se appagato negli affetti familiari, dovette sentire per tutta la vita un certo grado di solitudine dal punto di vista artistico. Senza contare una buona dose di malinconia tipica degli artisti (come descritto nel bel libro di Margot Wittkower e Rudolf Wittkower, Nati sotto Saturno – La figura dell’artista dall’Antichità alla Rivoluzione francese).
Il complesso degli affreschi dei Monti “racchiude molti particolari rievocanti le difficili circostanze storiche in cui esso fu concepito e portato a termine, cioè l’immediato dopoguerra. […] Il dipinto sulla parete frontale con gli angeli festanti che si muovono tra le nubi mostra grande inventiva e dinamismo; vi sono caratteristiche scenografiche che appartengono al barocco. A volte i movimenti risultano involuti a discapito della resa d’insieme.
Guardando alcune espressioni dei volti, di cui alcuni sono ritratti di adolescenti, si colgono precisi stati d’animo: espressioni di estasi, di preghiera, di gioia, di tripudio. […] l’idea di questa scena, che vuole essere un inno di gioia e di ringraziamento alla Vergine, forse fu suggerita all’artista dalla situazione storica del momento: dopo le paure, le sofferenze vissute durante i lunghi anni della seconda guerra mondiale, finalmente le ostilità erano finite e la vita ricominciava; di fronte alle tante distruzioni che vi erano state in ogni parte, Campobasso, dopo aver pagato il suo prezzo con il bombardamento del vescovado e la morte di Monsignor Bologna, esternava sentimenti di gratitudine, per essere stata risparmiata da danni maggiori, alla Madonna del Monte, alla quale il popolo è molto legato.” 3
I dipinti di Santa Maria Maggiore sono stati restaurati da Amedeo Cicchitti nei primi anni ’90. Scrive Trivisonno nelle Memorie del 1989:
S’attende un mecenate che inviti
il cavalier Cicchitti, il solo esperto,
a ravvivar freschezza ai coloriti.
E gl’ignoranti credono, per certo,
che a ravvivarli s’usino i colori.
Oh, no! Occorron chimica e disserto.
Affreschi
° Glorificazione della Vergine (Festa di Angeli) – parete di fondo
° I quindici Misteri del Rosario – pareti laterali
° San Francesco predica agli uccelli – parete di ingresso
° Laudato si’ mi’ Signore – parete di ingresso
1 C. Carano, Sognando il Rinascimento – Amedeo Trivisonno, Editrice Lampo, Campobasso, 1992, pag 58
2 A. Trivisonno, Memorie, Tipografia Cattolica Fiorentina, Firenze 1989, pag. 28
3 C. Carano, Sognando il Rinascimento – Amedeo Trivisonno, Editrice Lampo, Campobasso, 1992, pag 56









Cappella di Padre Pio

Nel 1972 l’artista ritorna a Santa Maria Maggiore per dipingere una tela raffigurante Padre Pio, il quale aveva soggiornato proprio in questa sede, presso i frati cappuccini, dal 1905 al 1909. La tela si trova in una cappella alla destra dell’ingresso della chiesa.
Padre Pio – olio su tela
Disegni preparatori
L’artista, per dipingere gli angeli dell’affresco della Glorificazione della Vergine, si avvalse della disponibilità delle allieve dell’Istituto Magistrale dove insegnava all’epoca. In occasione della mostra tenutasi presso la ex GIL di Campobasso tra il 2018 e il 2019, fu interessante, e in un certo senso commovente, notare che alcune visitatrici si riconoscevano nelle ragazze che erano state, o riconoscevano una parente.
° Visita di Maria a S. Elisabetta, 1945 – seppia – cm 70x165x290 (forma del foglio irregolare)
° Nascita di Gesù, 1945 – seppia – cm 395x180x94
° Madonna con Bambino, 1945 – spolvero – cm 180×85
° Annunciazione, 1945 – seppia – cm 283×180
° Gesù tra i Dottori, 1945 – seppia – cm 306×180
° Presentazione al Tempio, 1945 – seppia – cm 299×180
° L’Orto degli Ulivi, 1945 – seppia – cm 300×180
° Flagellazione, 1945 – seppia – cm 300×180
° Gesù incoronato di spine, 1945 – seppia – cm 297x180x57
° Crocifissione, 1945 – seppia – cm 300×180
° Resurrezione (primo mistero glorioso), 1945 – ricalco – cm 320x180x200
° Ascensione, 1945 – seppia – cm 312×180
° Discesa dello Spirito Santo, 1945 – seppia – cm 300×180
° L’Assunzione di Maria, 1945 – seppia – cm 328×180
° Incoronazione della Vergine, 1945 – seppia – cm 317×180
(tutti i disegni fanno parte delle collezioni della Regione Molise)



















