
Campobasso, Santa Maria della Croce, 1937/38
A proposito di un affresco di questa chiesa, Crocifissione, purtroppo andato perduto, Trivisonno scrive nelle Memorie:
Un altro affresco si doveva fare
nella cappella dell’Addolorata
a spese di un signore che amare
da tutti si faceva, poiché votata
aveva l’anima ad ogni impresa
al bene della Chiesa destinata.
Egli era Pier Grimaldi, ma l’intesa
non fu raggiunta essendo già quel muro
pervaso tanto d’umido che spesa
avrebbe sopportata invan, ma duro
in suo voler mi chiese: Cerchi scuse?
Allor dipinsi, sì costretto al muro
la Crocefissione che dischiuse,
nel cuor credente, il senso del pietoso,
con buone intenzioni mie aduse.
Nel tempo di due anni fu impietoso
lo spargersi dell’umido salmastro
che strusse quell’affresco prezioso.
“Avevo torto” disse chi d’incastro
m’avea costretto a far pittura tale
che diventò un vero e proprio impiastro.
Per fare un buon affresco, il materiale
della parete in pietra o in mattoni
dev’esser omogeneo e male
dall’umido gli vien da tubazioni
che insidiano l’intonaco dipinto,
smangiandolo in mille frazioni.
Ancora oggi c’è qualcun convinto
che feci opera di poesia,
ma d’essa sol dolor mi resta avvinto.

foto Chiodini, Campobasso

Non è certa la data di questo affresco e del suo studio preparatorio. Un olio su tavola, questo, di cui purtroppo non si conosce l’ubicazione, e che presumibilmente servì da bozzetto per l’affresco. In un appunto a posteriori (forse degli anni ’90), l’artista riportò, sul retro di una foto del bozzetto, la data 1934/35, ma in realtà potrebbe trattarsi del 1937. Lo si deduce dal fatto che proprio quell’anno Trivisonno presentò la tavola alla “IV Mostra d’Arte del Sindacato Fascista Belle Arti dell’Abruzzo e Molise”. Possiamo ipotizzare che nello stesso anno o forse il successivo realizzasse l’affresco in Santa Maria della Croce, che, come spiegato da lui stesso nei versi, si deteriorò nel giro di due anni.
Un particolare ricordato da Trivisonno e riferito in famiglia vuole che suscitasse scalpore l’abbigliamento dei soldati che, ai piedi della Croce, si spartiscono le vesti di Gesù: essi vennero dipinti con la camicia nera. Si era in pieno fascismo, ma ciononostante il bozzetto venne accettato alla mostra.
Evangelisti, 1938 – La volta della chiesa fu restaurata nel 2016 grazie a una raccolta fondi del Comitato Amedeo Trivisonno 2015 https://www.facebook.com/comitatotrivisonno formatosi nel 2015 a vent’anni dalla morte del Maestro. Ed è questa la chiesa che nel 1995 vide svolgersi i suoi funerali solenni, alla presenza di tutte le autorità cittadine.
Allo stato attuale (aprile 2025), gli affreschi degli Evangelisti sono di nuovo oggetto di restauro.
Affreschi
° Crocifissione, 1937/38 – cappella dell’Addolorata – non più visibile
° S. Marco e il leone, 1937/38 – cappella dell’Addolorata
° S. Giovanni e l’aquila, 1937/38 – cappella dell’Addolorata
° S. Matteo e l’angelo, 1937/38 – cappella dell’Addolorata
° S. Luca e il toro, 1937/38 – cappella dell’Addolorata




Disegni e studi preparatori
° Crocifissione, 1937 – olio su tavola – disperso
° S. Marco e il leone, 1937/38 – spolvero carboncino – cm 100×132 – Collezioni della Regione Molise
° S. Giovanni e l’aquila, 1937/38 – spolvero carboncino – cm 100×132 – Collezioni della Regione Molise
° S. Matteo e l’angelo, 1937/38 – spolvero carboncino – cm 150×100 – Collezioni della Regione Molise
° S. Luca e il toro, 1937/38 – spolvero carboncino – cm 150×100 – Collezioni della Regione Molise



