Castel di Sangro (CB), 1933 – chiesa di San Giovanni Battista
Contemporaneamente fui in via
di far altro lavor d’intera chiesa
in quel Castel di Sangro che venia
a struggermi le forze, e come tesa
divenne la mia vita non so dire,
ma giocoforza fu trovar l’intesa.
Un tratto di lavoro e poi partire,
avviare il nuovo là e poi lasciare,
tornare al primo qua e ripartire.
Così in qua e in là potei mandare
al fine i due lavori con l’impegno
che solo i buoni anni sanno dare.
In quella cupola di chiesa ingegno
a forti scorci usai e le figure,
or ritte e or volanti, in modo degno
ognuna avea giuste le misure
e tutte davan gloria al Precursore
che palma dell’Agnel prendeva pure.
Ma un bombardamento distruttore
la guerra scatenò e rase al suolo
la bella chiesa con il suo furore.
In queste terzine l’artista si riferisce al lavoro che contemporaneamente portava avanti nella Cattedrale di Campobasso.
Sempre attento a quanto avveniva nel mondo, in uno degli affreschi, Cristo porta la Croce, raffigurò una desolata scena di battaglia, con soldati caduti, fucili e cannoni. Quanto meno curioso che proprio quella chiesa, una decina di anni dopo, venisse distrutta da un bombardamento.
Affreschi





Disegni preparatori
Non si sono conservati disegni o studi relativi a questi affreschi.